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Lucio Maurino, la scienza applicata al Karate

di ALESSANDRA GIORGI

Esiste, secondo voi, una scienza applicata al karate? Esiste una materia didattica specifica, nell’enorme libro della conoscenza, nella storia dell’umanità, che divulghi gli insegnamenti, non solo sportivi, di questa disciplina orientale? A nostra memoria, non c’è mai stata. Diremmo proprio di no.  Ma cosa significa essere una scienza, per il karate? Forse, vuol dire per esso, essere analizzato e trattato come fosse un fenomeno osservabile e porre in seguito, un’attività di ricerca, in modo che diventi un sistema di conoscenze divulgabili. O magari, significa partire da esso per trovare queste ultime insite, nella sua pratica e nella sua teoria, in modo che possano essere strumenti di crescita, per tutti. Ecco, è questo lo scopo della scienza. Come è missione di tutte le branche di studio a cui l’uomo si dedica. Migliorare la vita degli uomini. Ma cosa c’entra con lo sport? Lo sport non può essere che protagonista della conoscenza, se arriva dall’interiorità di una persona, che può arricchire e aiutare l’esistenza umana. E il karate, nato come linguaggio di un popolo e arte marziale, si è fatto sport in seguito, per essere vestito di quella ulteriore solennità, di cui è capace, con lo scopo di migliorarla quella vita, che appartiene a tutti. In questo modo, per tutti coloro che salgono sul tatami e che lo esprimono con i loro movimenti sportivi, sembra essere un’abitudine comune, seguire un richiamo imperativo, che è quello di divulgarne le caratteristiche, non solo agonistiche. Infatti, questo viaggio che SpoomeWriter sta compiendo nel mondo delle stesse arti marziali, si caratterizza per la grande interiorità che viene espressa dai campioni, protagonisti delle nostre storie. E l’interiorità, è l’elemento base. Ed è da lì, che il protagonista della nostra intervista odierna, Lucio Maurino, ha cominciato.

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Luca Valdesi, L'incanto del Kata

di ALESSANDRA GIORGI

Luca combatte contro il suo avversario quando sta sul tatami e svolge il suo kata. Noi non lo vediamo quell’opponente di fronte a lui, ma lui sa che c’è e lo affronta. E’ questo il modo migliore per svolgere la sua performance. I suoi occhi fissi e decisi lo dicono, la sua espressione concentrata e determinata lo esprime. Lo fanno anche i suoi movimenti, che si muovono nell’aria e la fendono. Quel rumore noi lo sentiamo ed è forte e pervasivo. Come se dividesse due emisferi metafisici. Come se scrivesse di sé, nell’universo conosciuto. E’ dominante quella sua energia e non potrebbe non esserlo, se è il più grande atleta di questa disciplina, dei nostri tempi, a livello mondiale: “Cerco di trovare una concentrazione che mi isoli da quello che c’è intorno e mi faccio sentire all’interno di una situazione pericolosa di combattimento. Quindi alzo il livello di attenzione e aumento la rapidità, l’intensità e la potenza”. Non potrebbe non farlo Luca Valdesi, se per 13 anni consecutivi ha conquistato il titolo europeo e per 3 volte quello mondiale individuale Wkf, sempre con la divisa dei Gruppi Sportivi delle Fiamme Gialle e sempre con il karategi della Nazionale italiana di karate, dal 2000 fino al 2012. Quella potenza che lui ci descrive, insieme alla sua forza scaturiscono da sé, perché è un’energia particolare che viene espressa ed è qualcosa che parte dal suo spirito e lo sbalza in un altro luogo, senza tuttavia poterlo spiegare in modo plausibile: “La cosa che ogni volta, quando sono in forma, mi stupisce e mi soddisfa, è il fatto di cominciare il mio kata e ritrovarmi alla fine di esso”.

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Maniscalco e Loria fratelli di Karate

di: ALESSANDRA GIORGI

Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi dedicata al percorso dell’atleta in gara. Manager dello Sport, collabora anche con la ConfSport Italia. Ha organizzato il Golden Gala di Atletica Leggera. Premiata come scrittrice (“La Formazione dei Sogni”) e come poeta.

Ti accorgi che sono amici, anche se tu non lo sai. Li vedi vicini, in confidenza, come se ci fosse sempre quel segreto tra di loro, che solo loro conoscono e nessun’altro. Ti accorgi, che a bordo tatami, stanno accanto l’uno all’altro, complici, come se quel filo invisibile che li unisce, non riuscisse mai a staccarsi.

Se Stefano combatte da solo sul tappeto adesso, Savio da tecnico, lo segue con lo sguardo, come se ci fosse lui là sopra a lottare, come se quei colpi li prendesse e li desse anche lui, come se quel cuore da combattente che Stefano ha, come ci dice Savio, battesse nel suo di petto, ogni volta che quei 3 minuti di gara, scorrono veloci.

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XV Karate Italian Open - Biella

 
Senior male Kata final   Senior female Kata final
XV Karate Italian Open XV Karate Italian Open
XV Karate Italian Open XV Karate Italian Open XV Karate Italian Open XV Karate Italian Open

 

 

 

Come essere un buon "Karate genitore"

 (Suggerimento: Usa queste 6 parole magiche)

Libera traduzione dell'articolo: How to Be a Good Karate Parent (Hint: Use These 6 Magical Words) di Jesse Enkamp

 

Immaginate l'orrore:

  • Avete portato i vostri bambini a lezione di karate, tornei e stages per anni.
  • Avete speso montagne di soldi in uniformi, cinture, esami ed equipaggiamenti.
  • Avete investito centinaia di ore spingendo inesorabilmente i vostri figli al limite.

Poi, un giorno ...

BANG !

Vogliono smettere....proprio così.

Avete il cuore spezzato, siete sbalorditi. Perche ?!

Tentate di parlare con loro. Tentate di convincerli a continuare. Dite loro che sono troppo avanti per mollare ora.

Ma niente di tutto ciò funziona.

Quando un bambino prende una decisione, non c'è niente che si può fare davvero !

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